Eni e PETRONAS studiano una bio-benzina ad alte prestazioni: il laboratorio parte dalla Formula 1

di Roberto Vecchi
La pista può diventare un laboratorio industriale per carburanti destinati, in futuro, anche al mercato. Eni e PETRONAS hanno firmato il 7 settembre 2026, durante il Gran Premio d’Italia di Formula 1, un accordo di fattibilità per studiare una nuova bio-benzina ad alte prestazioni prodotta da materie prime rinnovabili.
Il progetto parte dalla tecnologia Ecofining™, il processo che Eni utilizza dal 2014 per produrre biocarburanti HVO. L’obiettivo è verificare fattibilità tecnica, sostenibilità, prestazioni e potenziale commerciale di formulazioni capaci di funzionare in condizioni particolarmente severe come quelle del motorsport.
Dal circuito al prodotto industriale
L’aspetto più interessante dell’accordo è proprio il percorso previsto: utilizzare le competizioni come ambiente di sperimentazione per una tecnologia che, se i risultati saranno positivi, potrebbe successivamente essere sviluppata in prodotti commerciali.
Eni e PETRONAS intendono valutare non soltanto il rendimento della nuova bio-benzina, ma anche la possibilità di produrla su scala industriale. È un passaggio decisivo: molte innovazioni energetiche funzionano in laboratorio, ma diventano realmente rilevanti quando riescono a combinare prestazioni, sostenibilità e costi compatibili con una produzione ampia.
Una collaborazione che unisce energia e motorsport
Le due aziende collaborano già da anni nel settore dei biocarburanti. Il nuovo studio rafforza questa relazione e mette insieme competenze industriali complementari: da una parte l’esperienza di Eni nelle bioraffinerie e nei carburanti rinnovabili, dall’altra quella di PETRONAS nel mondo dei carburanti ad alte prestazioni e delle competizioni automobilistiche.
Per l’industria italiana il progetto è interessante anche perché mostra come un grande gruppo energetico possa utilizzare un contesto ad altissima visibilità come la Formula 1 non soltanto come strumento di comunicazione, ma come banco di prova per tecnologie che potrebbero avere ricadute molto più ampie.
La sfida vera è la scalabilità
Il comunicato non annuncia ancora un nuovo carburante pronto per il mercato: si tratta di uno studio di fattibilità. Saranno quindi i risultati tecnici, economici e ambientali a stabilire se la soluzione potrà uscire dal perimetro sperimentale.
Ma proprio questa fase è significativa. La transizione energetica non passa soltanto attraverso nuovi veicoli o nuove infrastrutture: passa anche dalla capacità di ripensare prodotti industriali maturi, come i carburanti, utilizzando materie prime rinnovabili e processi già sperimentati su scala industriale.
Foto: Lorenzo Fiorillo (Eni) e Abdul Razak Faiz Sulaiman (PETRONAS) durante la firma dell’accordo. Fonte immagine: Eni.
Fonte: Eni, 7 settembre 2026.
