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QuantiFarm misura l’agricoltura digitale: benefici netti in 23 casi su 30

24 Ottobre 2026 · Redazione · Uomini & Imprese TV
QuantiFarm misura l’agricoltura digitale: benefici netti in 23 casi su 30

Quanto valore produce davvero l’agricoltura digitale? Il progetto europeo QuantiFarm prova a rispondere con dati raccolti sul campo: dopo tre anni di sperimentazione, l’analisi costi-benefici registra un vantaggio monetario netto in 23 dei 30 casi studiati.

Il programma, finanziato da Horizon Europe e appena concluso, ha coinvolto 32 organizzazioni europee. Il Politecnico di Milano, con l’Osservatorio Smart AgriFood e il Food Sustainability Lab, ha contribuito a valutare gli effetti economici, ambientali e sociali delle tecnologie applicate alle aziende agricole.

Più di cento aziende agricole osservate in venti Paesi

La ricerca ha seguito oltre cento aziende agricole in venti Paesi europei, attraversando contesti produttivi molto diversi: colture in pieno campo e specializzate, allevamenti di bovini da latte e suini, ostricoltura e gestione complessiva delle performance aziendali.

Le soluzioni analizzate comprendono sistemi di supporto alle decisioni, stazioni agrometeorologiche, sensori, strumenti di monitoraggio e raccolta dati, piattaforme per la gestione aziendale, irrigazione e fertilizzazione di precisione, robot per mungitura e alimentazione e sistemi automatici di controllo di stalle e animali.

Il ritorno dipende dal contesto

Nei 23 casi con risultato positivo, i benefici derivano soprattutto da un uso più efficiente degli input produttivi, dalla riduzione dei costi e dal miglioramento di rese, produttività e qualità del lavoro. In quattro casi l’esito è stato misto: la stessa tecnologia ha prodotto un beneficio su una coltura e una perdita su un’altra nella medesima azienda. Tre casi hanno invece registrato una perdita netta, legata in larga parte a condizioni meteorologiche sfavorevoli, caratteristiche agronomiche specifiche o vincoli operativi.

Il dato suggerisce che l’innovazione non può essere valutata soltanto sulla base della tecnologia acquistata. Contano l’ambiente produttivo, le pratiche di gestione e il tempo necessario a integrare gli strumenti nei processi dell’impresa agricola.

Investimenti recuperabili in uno o due cicli

Secondo l’analisi del progetto, per varie soluzioni — in particolare sistemi decisionali, piattaforme di gestione aziendale e sensori in campo — l’investimento può essere recuperato nell’arco di uno o due cicli produttivi. In più di due terzi dei confronti è stato osservato anche un aumento della produttività associato all’adozione della tecnologia.

QuantiFarm segnala inoltre effetti ambientali e organizzativi: uso più preciso di fertilizzanti, fitofarmaci, mangimi, antibiotici e medicinali veterinari; migliore gestione di irrigazione e fertilizzazione; monitoraggio più puntuale di colture e animali; maggiore flessibilità nell’organizzazione del lavoro grazie al controllo da remoto e all’automazione di alcune attività.

Il patrimonio di metodi, strumenti e conoscenze sviluppato continuerà a essere utilizzato in nuove iniziative europee e nelle attività dell’Osservatorio Smart AgriFood, del Food Sustainability Lab e del Dairy Innovation Observatory.

Fonte originaria: Politecnico di Milano, comunicato del 23 ottobre 2026.

Foto: Relazioni Media – Politecnico di Milano / QuantiFarm

Roberto Vecchi – Redazione Uomini & Imprese

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