MADRO, il drone marino autonomo del CNR pronto alle prime missioni scientifiche

Un veicolo autonomo di superficie progettato per la ricerca e il monitoraggio di mari, laghi e acque interne è pronto a imbarcare i primi strumenti scientifici. Si chiama MADRO ed è stato sviluppato dall’Istituto di Ingegneria del Mare del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR-INM) insieme a Laser Navigation srl.
I primi test sul lago d’Iseo
Il prototipo ha completato le prime prove in acqua sul lago d’Iseo tra il 29 settembre e il 1° ottobre 2026. Nei tre giorni di attività ha raccolto 6,3 ore di dati e percorso complessivamente 11,6 chilometri. Durante i test il gruppo di lavoro ha messo a punto l’autopilota e ha condotto missioni autonome fino a 1,5 chilometri dalla stazione di controllo.
Il sistema di comunicazione utilizza un collegamento radio Wi-Fi che può passare alla rete 4G. Alla velocità di due metri al secondo, la deviazione quadratica media rispetto alla rotta programmata è stata di un metro: un risultato che prepara la piattaforma alle prime campagne con carichi scientifici.
Una piattaforma modulare per la ricerca
MADRO è un monoscafo modulare lungo 2,70 metri e largo 1,50, realizzato in polietilene ad alta densità. Ha un pescaggio di 40 centimetri, due propulsori elettrici da un kilowatt e una batteria da 5,6 chilowattora. L’autonomia dichiarata varia da quattro a sei ore, in funzione della velocità.
Il veicolo può seguire autonomamente una sequenza di punti prestabiliti, con teleoperazione e radiocomando manuale disponibili come modalità di riserva. Un lidar tridimensionale, due telecamere fisheye con visione a 360 gradi e un sistema di calcolo basato sull’intelligenza artificiale consentono di rilevare ostacoli e riconoscere altre imbarcazioni in tempo reale.
Gli strumenti che può trasportare
La piattaforma è predisposta per ospitare ecoscandagli a singolo e multiplo fascio, profilatori acustici di corrente, sonde multiparametriche e campionatori d’acqua. MADRO fornisce a bordo sia l’alimentazione sia le connessioni necessarie allo scambio dei dati, così da poter integrare strumenti differenti secondo gli obiettivi della missione.
Le applicazioni previste comprendono rilievi idrografici e monitoraggio ambientale delle acque costiere e interne. Il progetto sarà presentato il 5 e 6 novembre 2026 al Sea Drone Tech Summit, la conferenza italiana dedicata alla robotica marina in programma nel campus di Ostia dell’Università Roma Tre.
Fonte originaria: CNR – Istituto di Ingegneria del Mare, 27 ottobre 2026.
Roberto Vecchi – Redazione Uomini & Imprese
