IIT rende il legno modellabile con un solvente derivato dalla cellulosa

Rendere il legno temporaneamente flessibile, modellarlo e poi restituirgli stabilità senza ricorrere ad adesivi petrolchimici. È il risultato di un metodo sviluppato dall’unità Smart Materials dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), coordinata da Athanassia Athanassiou. La ricerca, pubblicata su Communications Materials, apre una strada a basso consumo energetico per ottenere componenti curvi destinati, tra gli altri ambiti, all’arredamento, all’interior design, agli strumenti musicali e ai giocattoli.
Il punto di partenza è un limite noto del materiale: il legno è resistente, biodegradabile ed economico, ma la sua struttura rigida rende difficile produrre forme curve. Le tecniche tradizionali possono richiedere molta energia oppure impiegare colle di origine petrolchimica. Nel primo caso si rischia di modificare le proprietà meccaniche; nel secondo, il prodotto finale può perdere parte della sua biodegradabilità.
La flessibilità arriva dal Cyrene
Il gruppo IIT ha utilizzato il Cyrene™, un solvente derivato dalla cellulosa. Il processo prevede l’impregnazione del legno con una miscela a base di questo composto: il materiale diventa temporaneamente flessibile e può essere curvato senza danneggiarne la struttura. Dopo l’asciugatura, il pezzo conserva la geometria ottenuta e mantiene le proprietà meccaniche originarie indicate dai ricercatori.
L’assenza di adesivi petrolchimici è un elemento centrale dell’approccio. Il legno lavorato rimane biodegradabile e il procedimento punta a ridurre l’energia necessaria rispetto a tecniche più intensive. Non si tratta quindi soltanto di una nuova forma possibile, ma di un tentativo di rendere più coerente l’intero ciclo di trasformazione con i principi dell’economia circolare.
Dalla ricerca ai prodotti
Il metodo è in fase di brevettazione e verrà ulteriormente studiato per individuare le applicazioni più adatte. La prospettiva industriale riguarda filiere nelle quali la curvatura del legno è già un requisito progettuale: mobili, elementi per interni, giocattoli e strumenti musicali. La possibilità di ottenere forme complesse senza sacrificare resistenza e fine vita del materiale potrebbe ampliare l’uso del legno in prodotti di nuova generazione.
Il progetto è stato inoltre selezionato per il BAITE Award 2026, percorso internazionale riservato a dodici progetti tecnologici e orientato al trasferimento verso imprese e investitori. Per IIT, il lavoro rientra in una linea più ampia dedicata alle tecnologie per la sostenibilità e alla trasformazione dei materiali rinnovabili in soluzioni applicabili al mercato.
Roberto Vecchi – Redazione Uomini & Imprese
Fonte originaria: Istituto Italiano di Tecnologia – IIT, “Si piega ma non si spezza: un nuovo metodo sostenibile per modellare il legno”, 15 settembre 2026. Studio scientifico: Communications Materials.
Foto di apertura: Istituto Italiano di Tecnologia – IIT / OpenTalk.
