Broadband Map, 1,15 milioni per rendere interoperabili i dati sulla connettività

La mappa nazionale della connettività italiana entra in una nuova fase. Il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri e l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni hanno avviato un piano per rendere la Broadband Map interoperabile con la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND), rafforzandone dati, servizi e capacità di analisi.
La Broadband Map è la banca dati nazionale, realizzata e gestita da AGCOM, che raccoglie le informazioni sulle infrastrutture e sulle reti di accesso a Internet presenti nel Paese. L’accordo, firmato il 1° ottobre, ha una durata di 18 mesi ed è sostenuto dal Dipartimento con un investimento superiore a 1,15 milioni di euro attraverso il Fondo per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione.
Dati più accessibili per le amministrazioni
L’integrazione nella PDND consentirà alle amministrazioni pubbliche e agli enti autorizzati di consultare le informazioni sulla copertura delle reti fisse, mobili e FWA in modo interoperabile, sicuro e standardizzato. Il progetto prevede nuovi servizi digitali e interfacce applicative, oltre a dataset geografici e cartografici utili per analisi territoriali e attività di pianificazione.
La Broadband Map potrà inoltre collegare le informazioni raccolte da Infratel Italia e i dati dell’Archivio Nazionale dei Numeri Civici e delle Strade Urbane. L’obiettivo è migliorare la precisione della georeferenziazione degli indirizzi e offrire un quadro più completo della connettività disponibile sul territorio.
Qualità del servizio e adozione delle reti
Il piano comprende anche nuovi indicatori sulla qualità dei servizi di connettività e sui livelli di adozione delle reti ultraveloci. Saranno predisposte specifiche tecniche che permetteranno a sistemi esterni, comprese applicazioni basate sull’intelligenza artificiale, di utilizzare i dati della mappa.
Il valore industriale dell’iniziativa sta nella qualità dell’informazione: dati più precisi e interoperabili possono aiutare le amministrazioni a programmare gli interventi, individuare le aree meno servite e misurare con maggiore efficacia l’evoluzione delle infrastrutture digitali italiane.
Fonte originaria: Dipartimento per la trasformazione digitale, 16 ottobre 2026.
Foto: Dipartimento per la trasformazione digitale.
Roberto Vecchi – Redazione Uomini & Imprese
